CARMINE INGUSCI in mostra a Venezia con “VETROCOKE”

Il nostro socio CARMINE INGUSCI inaugurerà sabato 2 maggio p.v. alle ore 17.00 la sua mostra fotografica VETROCOKEallestita a VENEZIA presso la sala San Leonardo (Calle de la Chiesa 1584, Cannaregio – Venezia).

La mostra rientra nel palinsesto del Comune di Venezia, “Le città in Festa” ed ha ricevuto il riconoscimento F08/2026 della FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

La mostra rimarrà visitabile sino al 10 maggio con i seguenti orari:

Lunedì-Venerdì 15:00-18:00 // Sabato-Domenica 11:00-19:00

Complimenti Carmine!

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VETROCOKE – IL PROGETTO

La serie “Vetrocoke- Cocapuania” nasce da un ritorno sui resti dell’impianto industriale fondato negli anni Trenta dal gruppo Agnelli e chiuso definitivamente nel 1994. Un luogo che ha segnato profondamente la storia produttiva del territorio, dedicato alla lavorazione del carbon coke, del vetro e dei derivati del carbone.

Nel 2025 Carmine Ingusci fotografa ciò che rimane di questo complesso: strutture svuotate, superfici corrose, macchinari silenziosi. Venticinque scatti in bianco e nero compongono un percorso visivo che restituisce l’essenza dell’archeologia industriale.

Le immagini non si limitano alla documentazione: offrono una lettura dell’impianto come memoria materiale di un’epoca, testimone di un sistema produttivo ormai scomparso ma ancora presente nelle geometrie residue del luogo.

Il bianco e nero accentua la tensione tra presenza e assenza, trasformando i resti industriali in forme quasi scultoree. L’abbandono diventa linguaggio, e le rovine si rivelano come tracce di una comunità che ha vissuto, lavorato e costruito attorno a queste architetture.

La sequenza degli scatti guida il visitatore attraverso un paesaggio sospeso: un viaggio nel tempo dove la fotografia diventa custode del fragile equilibrio tra memoria del lavoro e trasformazione dei luoghi.

La mostra invita a osservare ciò che resta, ma anche ciò che non si vede più: il ritmo umano, l’energia, la vita quotidiana che un tempo attraversavano questi spazi.

 

 

Biografia:

Carmine Ingusci

Fotografo dal 1990, nasce artisticamente con la pellicola, formandosi tra negativo e diapositiva. L’esperienza analogica definisce un metodo rigoroso: controllo dell’esposizione, attenzione alla luce naturale e cura della composizione.

La fotografia diventa memoria e interpretazione formale.

Parallelamente approfondisce il bianco e nero, linguaggio che permette di esplorare forma, contrasto ed emozione.

Ogni progetto è un percorso di crescita continua: studio, osservazione e ricerca di equilibrio tra tecnica e sensibilità.

Martedì 14 aprile ALBERTO CASTELLO e la sua fotografia (serata aperta al pubblico)

Martedì prossimo 14 aprile alle ore 21.00 presso la nostra sede avremo il piacere di scoprire il percorso fotografico di ALBERTO CASTELLO neo-socio del GFA.

La serata è aperta al pubblico! 🙂

 

Biografia

Fin da giovane sono sempre stato affascinato dall’idea di fermare attimi di vita. All’inizio lo facevo in modo spontaneo, quasi istintivo, con una Polaroid o con le macchine usa e getta: non c’era ancora una vera consapevolezza fotografica, ma solo il piacere del momento, il gioco del catturare ciò che mi circondava.

Negli anni ’90, incontro, seppur indirettamente, lo sguardo di grandi maestri della fotografia come Avedon, Newton, Gastel, Toscani e, osservando le loro opere, inizia a prendere forma dentro di me un’idea più profonda: la fotografia non è solo rappresentazione, ma trasformazione e comunicazione. È lì che nasce la mia ricerca del “bello”, inteso non come perfezione estetica, ma come capacità di restituire dignità anche a ciò che, secondo certi canoni, viene considerato “brutto”. Cambiare prospettiva, rivelare ciò che non è immediatamente visibile: questa diventa una traccia silenziosa che mi accompagna nel tempo.

Per anni questa idea rimane latente sul piano pratico, ma continua a vivere dentro di me come riflessione. Fino a quando, qualche anno fa, riprendo in mano la macchina fotografica e torno a cercare, ancora una volta, il bello nelle cose imperfette, nelle crepe, nelle fragilità. Non si tratta più solo di fotografare, ma di trasformare: dare forma, attraverso l’immagine, a ciò che spesso resta nascosto. 

Oggi, per me, fotografare significa anche avere la volontà di comunicare. Non si tratta semplicemente di creare immagini, ma di aprire uno spazio di riflessione anche attraverso l’autoritratto come strumento di attivismo sociale.

Sono ancora alla ricerca della mia strada.

fotografie©Alberto Castello

31 marzo: Maria Rosa Montemezzo si racconta con le sue fotografie

Martedì prossimo, martedì 31 marzo alle ore 21, presso la  sede del GFA, la nostra socia MARIA ROSA MONTEMEZZO ci presenterà alcuni dei suoi numerosi progetti fotografici.

La serata è APERTA AL PUBBLICO 🙂

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BIOGRAFIA

L’amore per la fotografia nasce in Germania, a Wetzlar, sede della Leica, dove ha l’opportunità di ammirare gli scatti delle Dolomiti realizzati da Franco, suo datore di lavoro, originario di quella zona. Affascinata da quelle immagini, acquista la sua prima macchina fotografica e inizia a scattare, senza però sentirsi mai completamente soddisfatta dei risultati.

Nel 2012, un incontro fortuito la porta a entrare nel Fotoclub Padova e ad acquistare la sua prima fotocamera importante, una Nikon D7100, iniziando nel contempo i primi corsi di fotografia. Nel 2025, desiderosa di ampliare le proprie conoscenze fotografiche, chiede di entrare a far parte del GFA, richiesta che viene accolta.

È del 2014 il suo primo lavoro di rilievo, “Ti racconto una storia”, una raccolta di circa cinquanta immagini dedicate alle case diroccate del suo Comune, Rovolon, che diventerà poi una mostra fotografica. Nel frattempo partecipa a diverse collettive con il Fotoclub Padova; è presente a Bassano Fotografia nel 2015, 2017, 2019, 2023 e 2025 con sue opere, oltre a esporre nel 2018 al “Circuito Off” di Fotografia Europea di Reggio Emilia.

Nel 2024 diviene socia del Gruppo Fotografico Antenore di Padova e proprio con il GFA partecipa al Laboratorio promosso dalla FIAF “MEMORIE, ciò che è stato, ciò che resta, ciò che resterà”, esponendo, insieme agli altri partecipanti, il proprio progetto “Il lager dentro” alla 16ª edizione del ColornoPhotoLife. Nel 2014 organizza la prima edizione di “Rovolon Fotografia”, rassegna che quest’anno ha celebrato l’undicesima edizione, dove ha esposto nelle prime tre e nelle ultime due.

Nel corso degli anni, il suo interesse per la fotografia la spinge a sperimentare diversi generi, fino ad arrivare alla fotografia aerea. Dopo aver acquistato un drone e ottenuto i relativi brevetti, ha iniziato a catturare immagini della terra vista dal cielo.

Immagini ©Maria Rosa Montemezzo

24 marzo: ROBERTO TARGA è ospite del GFA

Martedì prossimo 24 marzo alle ore 21, presso la nostra sede, avremo il piacere di ospitare ROBERTO TARGA che avrà modo di presentarci la sua produzione fotografica.

La serata è aperta al pubblico.

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Curriculum … Fotographiae 

Bio

– Età 76 anni

– Ingegnere meccanico poi imprenditore informatico nel software gestionale per Studi legali

– Fotografavo “distrattamente” in gioventù con una reflex Fujica ST901, poi appesa al chiodo quando ho fondato la software house nel 1989

– Ho ripreso a fotografare da quando sono in pensione dal 2016. Partito con una Nikon D500, passato al sistema Micro-quattro-terzi con Olympus/Panasonic e dal 2019 approdato al full frame Sony

– Iscritto al Fotoclub Ferrara dal 2016 e Warhol Station dal 2022

– Sono videomaker della Banda di Cona di Ferrara e prodotto numerosi audiovisivi

Generi

A me piace fotografare un po’ di tutto perché la bellezza è … ovunque.

Prediligo questi generi:

– Paesaggio

– Naturalistica/Avifauna

– Street

 

 

(la fotografia a Padova)