78 Congresso Nazionale FIAF: MOSTRA DEI CIRCOLI FOTOGRAFICI DEL VENETO, il GFA c’è

Nell’ambito delle mostre allestite per il 78° Congresso Nazionale della FIAF, che quest’anno si svolge a Garda dal 6 al 10 maggio, il GFA è presente nella

MOSTRA DEI CIRCOLI FOTOGRAFICI DEL VENETO
allestita presso Forte Wohlgemuth – Rivoli Veronese ( https://www.forterivoli.it/ ) sino a fine maggio.

Rappresentano il nostro GFA:

Ana Maria Bizim con “#e_motion”

Lorenzo Ranzato con “Sei fotogrammi in cerca d’autore”

Michela Checchetto, Stefania Parise, Massimo Santinello, Donatella Tormene con “Atmosfere siciliane”.

Complimenti! 🙂

 

LUCA ZAMPINI è ospite del GFA

Martedì prossimo 28 aprile alle ore 21,  presso la propria sede, il GFA avrà il piacere di ospitare LUCA ZAMPINI che ci coinvolgerà in una serata di certo ricca di suggestioni fotografiche facendoci apprezzare, in particolare, il suo progetto “Whispering Trees”.

L’evento è APERTO AL PUBBLICO.

LUCA ZAMPINI AFI- EFIAP

è un artista visivo e fotografo freelance che da tredici anni dedica la sua ricerca agli alberi. Nel progetto WHISPERING TREES | alberi che sussurrano ogni albero invita a un dialogo visivo e interiore da cui nascono immagini che parlano di ascolto, amore e tempo. L’utilizzo di scatti sovrapposti – per lui pensieri – dà forma a visioni poetiche che raccontano l’emozione dell’incontro. Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto a livello internazionale. Le sue stampe fine art fanno parte di collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti. IG: @luca.zampini

 

WHISPERING TREES | alberi che sussurrano (2013 … in corso)

Attraverso il progetto WHISPERING TREES creo immagini oniriche che invitano ad “ascoltare con gli occhi” le vibrazioni degli alberi per sentirci parte di un meraviglioso ciclo vitale. Perché in natura ognuno di noi è foglia, ramo, albero…

È un percorso durato anni, che ha ribaltato tutto ciò che avevo imparato in fotografia. Ho cercato un modo per esprimere l’amore che provo per gli alberi, la vicinanza, il desiderio di proteggerli, il momento dell’abbraccio. Ma anche il tempo dedicato, perché questo processo richiede molto più dei pochi minuti necessari per comporre una bella fotografia.

La mia “follia” è stata credere che fosse possibile riunire tutti i pensieri dell’incontro con un albero in un’unica immagine. Non è stato semplice, ma alla fine ho trovato il mio linguaggio: sovrapporre scatti – in realtà, pensieri – per restituire la poesia e il senso di benessere che gli alberi sanno trasmettere.

 

 

CARMINE INGUSCI in mostra a Venezia con “VETROCOKE”

Il nostro socio CARMINE INGUSCI inaugurerà sabato 2 maggio p.v. alle ore 17.00 la sua mostra fotografica VETROCOKEallestita a VENEZIA presso la sala San Leonardo (Calle de la Chiesa 1584, Cannaregio – Venezia).

La mostra rientra nel palinsesto del Comune di Venezia, “Le città in Festa” ed ha ricevuto il riconoscimento F08/2026 della FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

La mostra rimarrà visitabile sino al 10 maggio con i seguenti orari:

Lunedì-Venerdì 15:00-18:00 // Sabato-Domenica 11:00-19:00

Complimenti Carmine!

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VETROCOKE – IL PROGETTO

La serie “Vetrocoke- Cocapuania” nasce da un ritorno sui resti dell’impianto industriale fondato negli anni Trenta dal gruppo Agnelli e chiuso definitivamente nel 1994. Un luogo che ha segnato profondamente la storia produttiva del territorio, dedicato alla lavorazione del carbon coke, del vetro e dei derivati del carbone.

Nel 2025 Carmine Ingusci fotografa ciò che rimane di questo complesso: strutture svuotate, superfici corrose, macchinari silenziosi. Venticinque scatti in bianco e nero compongono un percorso visivo che restituisce l’essenza dell’archeologia industriale.

Le immagini non si limitano alla documentazione: offrono una lettura dell’impianto come memoria materiale di un’epoca, testimone di un sistema produttivo ormai scomparso ma ancora presente nelle geometrie residue del luogo.

Il bianco e nero accentua la tensione tra presenza e assenza, trasformando i resti industriali in forme quasi scultoree. L’abbandono diventa linguaggio, e le rovine si rivelano come tracce di una comunità che ha vissuto, lavorato e costruito attorno a queste architetture.

La sequenza degli scatti guida il visitatore attraverso un paesaggio sospeso: un viaggio nel tempo dove la fotografia diventa custode del fragile equilibrio tra memoria del lavoro e trasformazione dei luoghi.

La mostra invita a osservare ciò che resta, ma anche ciò che non si vede più: il ritmo umano, l’energia, la vita quotidiana che un tempo attraversavano questi spazi.

 

 

Biografia:

Carmine Ingusci

Fotografo dal 1990, nasce artisticamente con la pellicola, formandosi tra negativo e diapositiva. L’esperienza analogica definisce un metodo rigoroso: controllo dell’esposizione, attenzione alla luce naturale e cura della composizione.

La fotografia diventa memoria e interpretazione formale.

Parallelamente approfondisce il bianco e nero, linguaggio che permette di esplorare forma, contrasto ed emozione.

Ogni progetto è un percorso di crescita continua: studio, osservazione e ricerca di equilibrio tra tecnica e sensibilità.

Martedì 14 aprile ALBERTO CASTELLO e la sua fotografia (serata aperta al pubblico)

Martedì prossimo 14 aprile alle ore 21.00 presso la nostra sede avremo il piacere di scoprire il percorso fotografico di ALBERTO CASTELLO neo-socio del GFA.

La serata è aperta al pubblico! 🙂

 

Biografia

Fin da giovane sono sempre stato affascinato dall’idea di fermare attimi di vita. All’inizio lo facevo in modo spontaneo, quasi istintivo, con una Polaroid o con le macchine usa e getta: non c’era ancora una vera consapevolezza fotografica, ma solo il piacere del momento, il gioco del catturare ciò che mi circondava.

Negli anni ’90, incontro, seppur indirettamente, lo sguardo di grandi maestri della fotografia come Avedon, Newton, Gastel, Toscani e, osservando le loro opere, inizia a prendere forma dentro di me un’idea più profonda: la fotografia non è solo rappresentazione, ma trasformazione e comunicazione. È lì che nasce la mia ricerca del “bello”, inteso non come perfezione estetica, ma come capacità di restituire dignità anche a ciò che, secondo certi canoni, viene considerato “brutto”. Cambiare prospettiva, rivelare ciò che non è immediatamente visibile: questa diventa una traccia silenziosa che mi accompagna nel tempo.

Per anni questa idea rimane latente sul piano pratico, ma continua a vivere dentro di me come riflessione. Fino a quando, qualche anno fa, riprendo in mano la macchina fotografica e torno a cercare, ancora una volta, il bello nelle cose imperfette, nelle crepe, nelle fragilità. Non si tratta più solo di fotografare, ma di trasformare: dare forma, attraverso l’immagine, a ciò che spesso resta nascosto. 

Oggi, per me, fotografare significa anche avere la volontà di comunicare. Non si tratta semplicemente di creare immagini, ma di aprire uno spazio di riflessione anche attraverso l’autoritratto come strumento di attivismo sociale.

Sono ancora alla ricerca della mia strada.

fotografie©Alberto Castello

(la fotografia a Padova)