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Con il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova stiamo sviluppando un programma di “mentoring” che partirà dal prossimo ottobre.
Il termine “mentoring” viene utilizzato anche per indicare una tipologia di programmi di prevenzione basati sulla creazione di una nuova relazione di sostegno uno–a–uno tra una figura adulta non professionale, il mentore, e un minore a rischio, il mentee, finalizzata a facilitare lo sviluppo sociale e personale di quest’ultimo.
A tale scopo è previsto la creazione di un sito web per gli studenti che svolgeranno la funzione di mentore dove potranno trovare materiali, schede di valutazione, ecc.
Per il sito stiamo cercando fotografie in tema (quindi con una coppia adulto-ragazzino, età tra gli 8 e i 12 anni, impegnati in attività varie, ma che non siano foto di “famiglie”).
Quelle che abbiamo reperito dalle nostre fonti non ci piacciono molto e mi chiedevo se qualcuno fosse interessato a farci usare le sue (naturalmente senza ricompensa ma con la citazione di chi le ha scattate).
Nel caso potete mandarle all’indirizzo di posta:
mentor-up.dpss@unipd.it

Per capire meglio in cosa consiste il programma vi lascio le poche righe che seguono.
Grazie, Massimo Santinello

Il mentore svolge questa attività come possibilità di esperire un’occasione di arricchimento personale, sociale e formativo: il suo compito è quello di cercare di favorire la crescita e l’indipendenza del mentee offrendogli ascolto, consigli, nuovi stimoli, esempi positivi di comportamenti finalizzati al raggiungimento di obiettivi specifici, aiutando il mentee a trasformare le proprie esperienze di vita in occasioni di apprendimento, favorendo momenti di riflessione e di soluzione di problemi, aiutandolo a colmare eventuali lacune scolastiche, o ancora incoraggiandolo ad identificarsi con la comunità in cui vive e a diventarne un partecipante attivo.
I mentee sono ragazzi/e che non presentano gravi difficoltà psicosociali o comportamentali tali da richiedere un intervento professionale, ma che vivono alcune situazioni di rischio: ad esempio, ragazzi provenienti da famiglie con basso status socioeconomico e con carenti figure di riferimento (es. famiglie monoparentali), ragazzi poco stimolati a livello sociale o con scarsa integrazione nel territorio (es. ragazzi arrivati in Italia da poco tempo), ragazzi con difficoltà relazionali e/o scolastiche, ragazzi soli e con pochi interessi o scarsamente stimolati dal contesto sociale di riferimento.